L’arte rinascimentale in Italia - Introduzione
La definizione di Rinascimento è una tra le poche a sorgere in concomitanza con il periodo stesso. Con questo s’intenda che mentre accezioni negative quali “gotico” sono nate in epoca successiva al periodo cui il termine fa riferimento, entrando poi nell’uso comune, il termine “rinascita” viene usato per la prima volta dal Vasari, appena alla metà del XVI secolo. La divisione temporale dell’arte rinascimentale presenta tuttora alcune difficoltà. La data d’inizio del Rinascimento è tecnicamente considerata il 1492, anno della scoperta dell’America e della morte di Lorenzo il Magnifico, ma questo tende a relegare il Quattrocento a semplice momento preparatorio per la cultura del Cinquecento. Tale divisione è inaccettabile. Seppure si tende giustamente a dividere gli artisti seguendo il secolo cui essi appartengono, la rigida divisione tra XV e XVI secolo ha poco senso in una compagine culturale che prende avvio ai primi del Quattrocento ed abbraccia tutto il Cinquecento, senza strappi né fratture. Spesso i critici preferiscono dividere il Rinascimento in primo, medio e tardo. E’ certo, comunque, che ogni personalità artistica appartiene ad un periodo per le sue caratteristiche e non certo per la data di nascita.

Il rinnovamento artistico del Rinascimento dà nuovo impulso all’arte scultorea. Se nel Medioevo la scultura è concepita come legata alla struttura di cui essa è decorazione, nel Rinascimento il suo ruolo si svincola da qualsiasi dipendenza e torna al pieno valore. Il concetto d’autonomia della scultura deriva direttamente dall’antica Grecia. Né l’arte romana, né quella gotica concepiscono la scultura nella sua pienezza plastica, come opera a sé stante. Il Rinascimento recupera la centralità della scultura e la svincola dal suo ruolo decorativo. In questa libertà si esprime il richiamo alla classicità in campo scultoreo, ma non nelle modalità artistiche, almeno fino al Cinquecento. Nel Quattrocento, la scultura di Donatello si eleva per eccezionalità e individualismo. La sua concezione plastica è unica ed irripetibile e spesso viene addirittura considerata anticlassica. Negli stessi anni lavora a Firenze Lorenzo Ghiberti, vincitore di quel famoso concorso per la seconda porta del Battistero che vede sconfitto il Brunelleschi. La sua concezione si manifesta più improntata al gotico dei grandi maestri del passato, quali Giotto e Duccio.
Nella scultura minore come l’ornato architettonico o la scultura ornamentale vengono invece riprese le forme classiche. Ne è chiaro esempio il “bronzetto”, termine con cui si definisce la copia di una scultura classica, molto di moda nel Rinascimento.
La scultura rinascimentale conquista caratteri di realismo, grazie allo studio anatomico della forma umana. Nel contempo, le figure rappresentate ricercano un valore concettuale: esprimono, cioè, un ideale di bellezza ed equilibrio. Anche nella scultura, come nella pittura e nell’architettura, viene spesso applicata la prospettiva lineare, soprattutto nel rilievo.
La scultura rinascimentale del XV secolo presenta caratteri innovativi, che vanno verso la rivoluzionaria e geniale opera di Michelangelo Buonarroti. Considerato a ragione un artista senza pari in un periodo pure ricco di menti geniali, il Buonarroti divide la propria attività tra architettura, pittura e scultura. Le sue prime opere note sono, però, scultoree e sembra che egli scolpisse ancora molto anziano: i risultati da lui ottenuti in questo campo rendono ragione della sua predilezione.

Filippo Brunelleschi,
Santa Maria del Fiore, Firenze
Nel Rinascimento, scindere i campi del sapere di un artista ha poco senso. E’ evidente dalle esperienze artistiche dei massimi esponenti del periodo che l’artista racchiude in sé tutte le arti, che ha dimestichezza con quelli che possono essere considerati i diversi aspetti di una stessa disciplina. E’ vero anche che la specificità e l’eccellenza di ciascun artista in una singola scienza è un fatto che va considerato. Filippo Brunelleschi, ad esempio, fu scultore ed architetto, ma la sua codificazione teorica ed i suoi risultati pratici in architettura lo restituiscono ai posteri come un eccellente architetto. Artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo dimostrano quanto vana sia la distinzione delle arti nel Rinascimento.
L’architettura è la scienza che sembra dare maggiore apporto alla formulazione teorica del Rinascimento. Non si può dimenticare che due dei caratteri fondamentali di questo periodo, la prospettiva e la ripresa della classicità, sono strettamente pertinenti all’architettura. La nuova architettura usa la prospettiva per determinare spazi compiuti e finiti, opposti agli spazi infiniti del gotico. Ciò che distingue nettamente la nuova scienza architettonica è l’uso di un progetto. Nasce un metodo matematico e geometrico che guida la mano degli artisti in modo non empirico ma razionale. Se nel Medioevo la progettazione si limita all’applicazione d’alcune regole, nel Rinascimento è una fase preliminare fondamentale alla realizzazione dell’opera. Un progetto teorico, definito sulla base di chiare leggi matematiche, assicura la perfetta riuscita finale. La struttura che tiene in piedi un edificio risponde a regole precise e diviene più autonoma rispetto alla decorazione. more…

(Domenico Veneziano,
Madonna con Bambino, tempera ed olio su tavola, 1445 ca)
La definizione di Rinascimento è una tra le poche a sorgere in concomitanza con il periodo stesso. Con questo s’intenda che mentre accezioni negative quali “gotico” sono nate in epoca successiva al periodo cui il termine fa riferimento, entrando poi nell’uso comune, il termine “rinascita” viene usato per la prima volta dal Vasari, appena alla metà del XVI secolo. La divisione temporale dell’arte rinascimentale presenta tuttora alcune difficoltà. La data d’inizio del Rinascimento è tecnicamente considerata il 1492, anno della scoperta dell’America e della morte di Lorenzo il Magnifico, ma questo tende a relegare il Quattrocento a semplice momento preparatorio per la cultura del Cinquecento. Tale divisione è inaccettabile. Seppure si tende giustamente a dividere gli artisti seguendo il secolo cui essi appartengono, la rigida divisione tra XV e XVI secolo ha poco senso in una compagine culturale che prende avvio ai primi del Quattrocento ed abbraccia tutto il Cinquecento, senza strappi né fratture. Spesso i critici preferiscono dividere il Rinascimento in primo, medio e tardo. E’ certo, comunque, che ogni personalità artistica appartiene ad un periodo per le sue caratteristiche e non certo per la data di nascita.
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